Giancarlo Bertoncini – Je vous écris d’un pays lointain – Scritture Bianche -Inaugurazione sabato 11 Maggio ore 18.00

Giancarlo Bertoncini

 

Je vous écris d’un pays lointain


Inaugurazione sabato 11 Maggio ore 18.00

dal 11 Maggio al 1 Giugno 2013


G Bertoncini 2-studio gennai 11 5 2013 

Giancarlo Bertoncini, artista che opera nell’ambito dell’astrazione, con riferimento alle relazioni tra linguaggi e campi culturali diversi e alle loro prospettive semiotiche, presenta in questa mostra la sua ricerca verbo visiva più recente. Sono opere su tela a tecnica mista realizzate dal 2008 al 2012 in cui emergono le suggestioni dell’arte visiva, letteraria, musicale, raccolte nel suo ampio e ricco percorso culturale. Dalla direttrice seguita precedentemente, in cui la pittura aveva una assoluta autonomia, l’artista compie nei suoi attuali lavori una metamorfosi in cui ora prevale la ricerca di modalità espressive capaci di intensificare, dilatare e forzare visualmente il segno mettendone in relazione la dimensione valorizzata del significante.

[…] Di grande intensità per l’uso dei colori e il significato, è la tela che in diagonale propone una frase di Federico Tozzi  ‘Dentro il profondissimo pozzo dell’anima’ (dell’inconscio) rappresentata su sfondo nero con evidenti “lacerazioni” di colori primari. Un lavoro incisivo che pone come nella Poesia Visiva in un unico contesto le potenzialità espressive della parola in relazione all’immagine, e colpisce per l’essenzialità con la quale viene rappresentato il mondo indeterminabile che è nell’anima.

 

(dalla Presentazione di Cristina Olivieri nel pieghevole allestito per la mostra)
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Delio Gennai

scritture bianche


 

Inaugurazione sabato 11 Maggio ore 18.00

dal11  Maggio al 1 Giugno 2013

  G Bertoncini-studio gennai 11 5 2013

Il lavoro di Delio Gennai  prende spunto da scritture ed elementi grafici della cultura islamica, così come anni addietro prendeva spunto dalle tarsie decorative dell’architettura romanica pisana. Si tratta sempre di un lavoro di scavo e riproposizione di culture “altre”, distanti nello spazio e nel tempo. Gli elementi vengono scelti e ed analizzati secondo criteri di suggestione estetica e lirica. L’artista lavora per lo più contrapponendo bianco a bianco, carta a cartoncino o garza in composizioni talora di pochi centimetri, talaltra vere e proprie installazioni. Sempre con la stessa grazia e leggerezza. Senza che questa leggerezza, però, oscuri il senso, denso e profondo, del suo fare arte: scavare nella profondità della cultura, negli strati della nostra storia, che è storia sì di guerre e contrapposizioni, purtroppo, ma anche di scambi civili e proficui.



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