INVISIBILI – Libri d’artista di Valentino Barachini – 12 luglio 2013 ore 21,00

valentino barachini 12 7 2013 invisibiliINVISIBILI
Libri d’artista:

Terre Invisibili
NON CI SONO FOTO MA QUALCOSA E’ RIMASTO
KZ – gli ultimi testimoni
NOAPTE NEAGRA

presentazione di 4 libri d’artista pubblicati da

VALENTINO BARACHINIBianca Cozzolino al violoncello

Galleria “STUDIO GENNAI” Via S. Bernardo, 6 – Pisa

12 luglio 2013 ore 21,00

‘Da alcuni anni sto collaborando con alcune associazioni di volontariato
che operano per comunità disagiate in paesi poveri.
Si distacca il progetto “KZ – gli ultimi testimoni” da questa suddivisione.
Comunque tutti questi libri fotografici sono il risultato della mia
visione di luoghi, condizioni o persone invisibili ai molti: ai ricchi,
ai potenti, ai vincitori. I miei “invisibili” sono coloro che non chiedono
aiuto, ma lo accettano di buon grado.
Il mio lavoro è questo: vado, conosco, fotografo, torno, progetto
un libro e, dopo la vendita, riporto il ricavato agli invisibili che ho
conosciuto. Poco è il mio contributo in confronto a ciò che i volontari
fanno nelle comunità che ho fotografato, una goccia.
Questa presentazione è un contributo alla causa degli
INVISIBILI’

Pisa, 30 giugno 2013
Valentino Barchini

INVISIBILI – LIBRI D’ARTISTA:

TERRE INVISIBILI
NON CI SONO FOTO MA QUALCOSA E’ RIMASTO
KZ – gli ultimi testimoni
NOAPTE NEAGRA

TERRE INVISIBILI:
elaborato in Tanzania, per conoscere il centro Mambo Poa, in un
quartiere povero di Dodoma, la capitale. In questo Centro affluiscono,
con attività di vario genere (progetti culturali, sanitari e
istruzione) i ragazzi dello slum e di strada con l’obiettivo di sensibilizzarli
ai problemi dell’HIV.

NON CI SONO FOTO MA QUALCOSA E’ RIMASTO:
tutto è nato durante un corso che ho tenuto ai ragazzi del carcere
Pisano sulla fotografia: Giovanni è uno scrittore senza alcuna remora.
Contemporaneamente a Livorno ho conosciuto le poesie di
Matilde: scrittrice strutturata. Ho unito i testi dei due scrittori con
mie foto “nascoste” tra le pagine dei libretti. La seconda edizione
è stata una nuova esperienza creativa.

KZ – gli ultimi testimoni – :
dopo 5 viaggi nei campi di sterminio di Germania Austria e Polonia,
dopo aver conosciuto degli ex deportati, dopo aver lavorato
con gli alunni di una scuola per sensibilizzarli a questi avvenimenti,
ho deciso, per non dimenticare, di progettare un libro con
la mia visione sui resti e sui deportati che ho avuto
l’onore di conoscere.

NOAPTE NEAGRA:
Breila, piccolo centro della Romania: casa famiglia per ragazzi di
strada o con gravi problemi familiari: sono stato là tre volte ed ho
conosciuto volontari di MVI che vivono per quei bambini.
Questa è la mia visione del loro mondo, delle loro paure, dei loro
drammi subiti, del loro futuro da costruire.
—————————————————————–
La mostra “Libro e Segnalibri” continuerà ad essere visitabile
su appuntamento al cell. 3488243760

Studio Gennai Arte Contemporanea
via San Bernardo, 6 – 56125 Pisa
studiogennai@yahoo.it

libro e segnalibri
Paolo Albani, Fernando Andolcetti, Maryse Aspart, Valentino Barachini, Francesco Barbieri, Vittore Baroni, Carlo Battisti, Gianni Bertini, Giancarlo Bertoncini, Piergiogio Colombara, Sergio Borrini, Antonino Bove, CCH, Emma Caprini, Luciano Caruso, Bruno Cassaglia, Sergio Cena, Cosimo Cimino, Albert Coers, Mario Commone, Gian Luca Cupisti, Anita D’Orazio, Eva Hide, Felice Galli, Delio Gennai, Marco Guerrazzi, Elisabetta Gut, Yonel Hildalgo Perez, Alessio Larocchi, Alfonso Lentini, Dario Longo, Andrea Lunardi, Marcantonio Lunardi, Cesare Nardi, Nadia Nava, Gabriele Malleggi, Mauro Manfredi, Paolo Marchi, Alberto Martini, Beatrice Meoni, Sabrina Mezzaqui, Francesco Moretti, Giancarlo Pavanello, Clara Rota, Caterina Sbrana, Massimo Salvoni, Danilo Sergiampietri, Lorena Sireno, Renato Spagnoli, Nicoletta Testi, Giacomo Verde.

“In inglese si chiamano bookworks, libri-opera. Nei paesi di lingua latina si suddividono tra libri d’artista e libri oggetto, con un più forte accento sulla atipicità nel secondo caso. La terminologia in questo campo è ancora approssimativa e mista, ma forse non sarà inutile ripetere che il libro d’artista è un libro regolare con un contenuto irregolare, mentre il libro-oggetto è un libro irregolare.
Con tutti questi più o meno avanzati translibri è vinta la separazione tra testo e immagine. E l’immagine è anche linguaggio, appunto perché affidata al luogo del linguaggio; perché immessa, al di fuori di ogni ruolo subordinato, illustrativo, nella sede istituzionale della comunicazione linguistica.
Dunque, con il libro d’artista e il libro-oggetto, il problema del logorio visivo dell’immagine è risolto. L’immagine si offre solo quando è desiderata. Non s’impone; richiede l’apertura del libro.
Crolla la funzione decorativa del messaggio visivo (e a volontà resta: aperto su un piano, il libro è sempre un oggetto captante)…
E il segnalibro? E’ la delega del fruitore e il suo appuntamento. Dice: “torno, aspettami”. E’ il protagonista oggettuale dello spazio libresco…” (Mirella Bentivoglio, “LIBRO E SEGNALIBRO”, Museo dell’Informazione di Senigallia, 1993) .



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